Sulla cresta dell'onda

LE COLONNE D'ERCOLE (STRETTO DI GIBILTERRA)

Anche le Colonne d'Ercole, ossia lo Stretto di Gibilterra, come pure il passaggio tra Scilla e Cariddi, avevano dato luogo a una leggenda, imperniata sulle imprese di Ercole, in greco Eracle. Egli aveva ricevuto in compito di recuperare le mandrie di Gerione, che il pastore Eurizione custodiva nell'isola Eurizia, situata ai confini dell'Occidente.

Carta nautica anonima

Durante il viaggio di andata aveva liberato la Libia da una moltitudine di mostri e, in ricordo di tali imprese, aveva eretto due colonne, d'ambo le parti dello Stretto, a Ceuta e sull'opposta sponda, nei pressi di Gibilterra.

Infatti, secondo la leggenda, quando passò dall'Africa alla Spagna e raggiunse l'isola di Cadice, vi costruì un'alta torre sulla quale innalzò una statua rivolta a Est, con una chiave nella mano destra, come per aprire una porta; sulla sinistra incise invece l'iscrizione "Ecco i confini di Ercole", ad indicare il limite invalicabile delle terre note.

Le favole antiche furono accolte nella cartografia dal Medioevo fino al Cinquecento: in molti planisferi medievali le "colonne d'Ercole" erano collocate in prossimità dello Stretto ma, via via che i navigatori si addentravano nell'Atlantico, le colonne venivano spostate sulle carte fino alle terre raggiunte per ultime, così segnando i confini del mondo conosciuto.

Le colonne compaiono nel Mappamondo di Fra Mauro, attribuito al 1459. (Venezia, Biblioteca Marciana). Il mappamondo è iscritto in un quadrato e complessivamente misura 223x223 cm. E' orientato con il sud in alto ed è ricchissimo di elementi decorativi - piramidi, templi, edifici monumentali, prospetti di città imbandierate, navi, mostri marini - fittamente inseriti tra gli spazi lasciati liberi dalla rappresentazione cartografica e dalle numerose legende.

Di fronte a Capo Verde sono collocate le colonne, della cui reale esistenza Fra Mauro dice di dubitare, auspicando che la conferma pervenga dai Portoghesi che navigano in quelle acque.

Carta nautica anonima del XV secolo (particolare), che riprende i motivi tipici degli archetipi medievali. Rappresenta le coste del Mediterraneo e dell'Atlantico conosciuto all'epoca, ed è ricca di annotazioni sulle caratteristiche dei luoghi illustrati. In particolare, esibisce le Colonne d'Ercole nell'Oceano, a qualche distanza dallo Stretto di Gibilterra. (Venezia, Museo Correr).